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La rivincita delle taglie morbide!

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Facciamo 4 passi…. i benefici della camminata (anche per i cicci)

La camminata è lo sport più naturale, fisiologico e facile che ci sia. Praticabile con poco sforzo e integrabile nelle normali attività quotidiane, è un toccasana a ogni età.
Semplicissima e alla portata di tutti,  una soluzione perfetta per fare attività fisica ogni giorno, con scarsissimi rischi e controindicazioni, che non richiede una particolare preparazione ed è adatta anche ai sedentari fuori forma che desiderano incominciare a muoversi.

La camminata infatti sollecita le articolazioni molto meno di altri tipi di attività fisica  come la corsa, e può essere praticata anche iniziando con un ritmo molto tranquillo (quello che noi definiamo “passo da shopping”…), commisurato allo stile di vita e alle caratteristiche individuali, che nel tempo viene via via aumentato. Ma camminare, rispetto a tanti altri tipi di esercizio, ha un altro non trascurabile vantaggio: è del tutto gratis. :Lasciate allora la macchina nel box e infilate un paio di scarpe comode. Ma prima prendete visione di questi 6 consigli per camminare bene. Perché l’importante non è solo camminare, ma anche farlo nella maniera giusta, per ottimizzarne gli effetti positivi senza correre il rischio di farsi del male. Per l’abbigliamento, sceglietelo comodo, come vi pare, l’importante sono le scarpe:  pensate per il grado di attività che intendete fare, potete trovarle presso le grosse catene di sport, dove sapranno consigliarvi al meglio. Evitate di usare cose piatte, senza plantari e sostegni, vi trovereste solo pieni di dolori e danni.

Personalmente, con un ginocchio dai legamenti spaccati, la caviglia sottile e sempre soggetta a rotture e un peso importante, ho scelto le MBT… ma ci sono tante valide alternative.

  1. Assicuratevi sempre che la prima parte del piede a toccare il suolo sia il tallone e la punta l’ultima a lasciarlo.
  2. Non allungate troppo la falcata. Piuttosto fate passi più rapidi.
  3. Tenete la testa dritta. Non guardatevi i piedi: lo sguardo deve essere rivolto in avanti, a circa 5 metri da voi.
  4. Anche la schiena deve essere dritta. Non inclinate il busto in avanti.
  5. Aprite bene le spalle.
  6. Piegate le braccia a circa 90 gradi, lasciandole libere di muoversi avanti e indietro e tenendo i gomiti vicino al busto.

Volete ottenere il massimo dalla vostra camminata? Lasciate perdere le strade cittadine e i tapis roulant chiusi tra le quattro mura di una palestra. Andate invece a passeggiare in un bosco, in un parco urbano, tra i campi, nel verde, insomma in un luogo ameno e circondati da un po’ di natura: rigenererete non solo il corpo, ma anche la mente e lo spirito!

big girls class

Drogati di cibo.. perchè a certi cibi non si riesce a dire di no

Da Vanity Fair:

Nel mondo anglosassone le definiscono food addiction, dipendenze da cibo, e sono una realtà all’ordine del giorno. Esistono i “mangiatori anonimi” e molte star hanno fatto coming out dichiarando le proprie manie commestibili, a Hollywood più frequenti ormai della marijuana.

Drogati di cibo

Oprah Winfrey ha confessato pubblicamente il suo difficile rapporto con il cibo, e come negli episodi di binge eating fosse capace di ingurgitare un intero pacco di merendine farcite. Kristie Alley ha immortalato in un reality show la sua perenne battaglia con la bilancia e il Dr. Oz ci dedica una puntata sì e una no della sua trasmissione.

Senza addentrarsi nel campo delle patologie (tanto serie da meritare un approfondimento di altro tipo rispetto a questo) i casi come questi sono in aumento, e non solo perché c’è la crisi e la felicità la si riesce a trovare solo in un morso di dolcezza.

Snack, junk-food e merendine vengono progettati per essere talmente buoni, da non poter smettere di mangiarli.

Fastfood, snack, caramelle, cibi precotti, bibite e merendine sono i grandi accusati, sempre più economici, diffusi e studiati da fior fior di ingegneri e centri ricerca per essere talmente buoni da non poterli smettere di mangiare. Mangiami!
L’uomo ha sviluppato durante l’evoluzione la capacità di distinguere attraverso il gusto, come qualunque animale, fra buono, salutare e velenoso. Dolce e salato sono i sapori della sopravvivenza, acido e amaro quelli da cui diffidare, se non in piccole dosi. Dopo migliaia di anni i nostri gusti “biologici” sono rimasti i medesimi, ma non la capacità di procacciarci cibo altamente dolce, salato e grasso, un tempo raro e prezioso, oggi su qualunque scaffale e pronto da addentare. Il mix di queste componenti sono il segreto del successo di snack e piatti pronti, giudicati perfetti dal nostro cervello e dalla nostra bocca, “ingannati” da super-sapori che mandano un solo messaggio,  mangiami!

Choco-addicted
Hamburger soffici e appetitosi, patatine croccanti e saporite, dolci cremosi e ricchi di cioccolato….
Nonostante la nascita del junk-food resta il cioccolato il cibo più desiderato dalle donne, in qualunque sondaggio. E c’è una ragione non solo gustativa.
Il cioccolato è una sostanza ricca di grassi, fondente al palato, capace di liberare serotonina e quindi di renderci davvero più felici: naturalmente perfetto. Le donne lo cercano, per puro istinto, proprio nei periodi di sbalzi ormonali dovuti al ciclo mestruale o nei mesi invernali, più bui e sedentari, come una inconscia compensazione, persino benefica a piccole dosi.
Ma cosa succede quando i produttori di cioccolato progettano in laboratorio un super-cioccolato ancora più desiderabile? La natura smette di fare il suo corso.
Una fame scientificamente insaziabile
In un recente reportage del giornalista del The New York Times Michael Moss, ora anche un libro, sono venuti alla luce i dietro le quinte dell’industria alimentare e i trucchi del mestiere con cui il cibo che mangiamo viene progettato non solo per essere apprezzato, ma per essere talmente buono da innescare una fame scientificamente insaziabile. Non solo a livello di gusto, il cibo che acquistiamo viene studiato per il rumore che emette durante la masticazione, per il suo rapporto con lingua e palato, per essere saporito in superficie, immediatamente buono anche senza essere masticato, e velocemente deglutito quindi per lasciar spazio ad un nuovo boccone. Fantascienza.
Gli snack vengono progettati anche per non avere alcun apporto proteico, che genererebbe senso di sazietà, ma per essere programmaticamente calorie vuote, e quindi non registrate dall’organismo come nutrienti – unica via per garantirsi un consumo oltremisura. Per finire gli additivi, o aromi naturali, con cui mascherare quello che abbiamo davvero in mano e renderlo appetibile.

Come spegnere l’ultima sigaretta
Economici, già pronti, buoni, i cibi pronti sono talmente perfetti da ingannare mente e corpo, e da dare in un certo qual modo dipendenza, psicologica anche se non fisica ovviamente.
Terapia, rehab, pillole? Le scuole di pensiero sono diverse e i terapisti americani consigliano innanzitutto di dare un taglio netto alla scorretta alimentazione, un po’ come spegnere l’ultima sigaretta . Evitare di avere fame o sete, facendo piccoli pasti e garantendosi una corretta idratazione, per non abbandonarsi a snack e bibite gassate al primo languorino. Fare movimento infine, per liberare serotonina ed endorfina senza bisogno di chili di cioccolato – con un po’ di palestra, una camminata, o qualcosa di più divertente, magari a due e molto più appagante di un pacchetto di patatine.
Se il sesso va d’accordo con il cibo, (anche) in questo caso finisce per essere il miglior antidoto…

Modella curvy dimagrisce e viene licenziata :-)

La notizia è così gustosa ( hehehehe) che non posso fare a meno di condividerla…

Un po’ sto anche gongolando, devo dire la verità… perchè di solito si viene licenziate per il motivo contrario, quindi farei un applauso alla coerenza di questa azienda australiana. 🙂

Non capita spesso che una modella che perde peso venga licenziata dalla sua azienda. E invece è successo. Ricki Lee Coulter, per anni testimonial della collezione di lingerie Hold me Tight, è stata sostituita dall’azienda perchè: “non aveva più le sue curve”.

Una delle case di moda principali in Australia è alla ricerca di una nuova modella perchè la testimonial Ricki Lee Coulter non è più adatta a rappresentare lo spirito della Hold me tight, una collezione di indumenti intimi per le donne “che vogliono abbracciare le loro curve”.

La Coulter  è dimagrita così tanto che da una taglia 14 (la 46-48 in Italia) è passata a una 8 (40 in Italia) e perciò “ha perso le caratteristiche che incarnavano il mood dell’azienda”.

La modella è diventata testimonial per il gruppo australiano nel 2008 e per quattro anni è stata il volto dell’abbigliamento intimo per donne dalle curve generose.

Ricki, l’anno scorso, ha iniziato a seguire una nuova dieta e un regime di fitness che in poco tempo ha totalmente trasformato il suo corpo. Per questo motivo la compagnia Hold Me ha fatto sapere: “lo slogan della nostra campagna è ‘queste curve sono un’opera d’arte’. Chiunque abbia visto Ricki ora sa che non è più così”.

(da tgcom)

un ultimo pensierino molto impietosito alla signorina:

La modella non ha ancora commentato la notizia del licenziamento mentre sembra ancora pienamente convinta del suo nuovo regime alimentare basato su una dieta ipocalorica senza carboidrati. “Una volta che inizi non è così difficile continuare. Per esempio se voglio degli spaghetti alla bolognese, metto il ragù su dei broccoli lessi e sostituisco così la pasta. Il sapore è altrettanto buono se non migliore”.

Ecco, se si arriva a definire broccoli lessi e ragù, meglio di una bolognese…. vuol dire che ho ragione: LE DIETE FANNO MALE… MA TANTO MALE!! 😀

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